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Alfa Romeo Sprint 6C: le due vincenti mancate dell’Alfa

Le auto che potevano vincere e non nacquero, queste sono state le due Alfa Romeo Sprint 6c, due auto che vennero realizzate in via prototipo, ma che non diventarono ne modelli sportivi ne modelli commerciali, non nate causa del periodo più paradossale dell’Alfa Romeo, capace di vincere in pista quindici campionati internazionali di Formula 3, e quattro campionati europei turismo, oltre a decine di campionati nazionali di svariate categorie, ma al tempo stesso in profonda crisi commerciale, che dopo averla portata quasi alla chiusura, la fece finire nelle mani della Fiat che la salvò dal fallimento.

Eppure questi due modelli erano stati concepiti bene, con una linea coupé sportiva aggressiva e aereodinamica derivata dall’Alfa Romeo Sprint disegnata dalla coppia Bertone e Giugiaro, e con una motorizzazione brillante data dal motore posteriore longitudinale di 6 cilindri a V di 60° costruito in alluminio, con monoblocco e testa di serie leggera e 2492 cc di cilindrata, con un alesaggio di mm 88X68,30, mentre la distribuzione è di 1 asse a camme in testa per bancata con bilancieri, che sono azionati da cinghia dentata, mentre le valvole sono 2 per cilindro, con il rapporto di compressione 9:1, mentre l’alimentazione di tipo Bosch l j-tronic ad accensione elettronica, con raffreddamento liquido, e la lubrificazione a carter umido con a potenza massima data da 158 CV a 5600 giri /min che le facevano toccare i 215 km/h, mentre la coppia massima era di 21,7 kgm a 4000 giri / min, con la trazione posteriore, ma alla prima versione che è in pratica una versione potenziata della versione sprint, con le linee ed i rivestimenti plastici che si troveranno sul modello commerciale della sprint nel 1983. La seconda versione della Sprint 6C è ancora più estrema con rivestimenti in metallo, e senza i rivestimenti esterni plastici che erano presenti nei finestrini posteriori, perché in questo modo si può aumentarne l’aerodinamicità e vincere la resistenza dell’aria, con una motorizzazione più spinta, eliminando del tutto i due posti dietro per fare posto ad un motore longitudinale che è ancora più potente, che si dice possa erogare anche più dei cavalli dichiarati facendo dei grandi risultati in prova nella pista collaudo di balocco, tanto che la FIA decide di inserirla tra le Gran Turismo e nei Gruppi B-4 dei rally, dove corrono auto come Porsche, Ferrari, BMW e Lancia Stratos e 037, ed i marchi citati considerano l’Alfa Romeo una degna avversaria, tanto che viene presentata alla stampa come la bomba sportiva dell’Alfa Romeo.

Purtroppo a causa dei costi di omologazione questi due modelli sportivi potenti ed esteticamente belli non vedranno mai ne la pista ne le strade dei rallies, poiché l’Alfa Romeo non ha i finanziamenti per omologarli, lasciandole esposte al museo di Arese come i due modelli che potevano vincere ma che non nacquero

Pubblicato da Dott. Giulio Menichini

Laureato in scienze politiche amante delle auto dell'Umbria dello sport dell'arte

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